Sei passi per ascoltare la musica in modo più presente ed intenzionale
Un brano musicale può essere sempre lo stesso.
Ma il modo in cui lo ascoltiamo può cambiare profondamente il nostro modo di viverlo.
La stessa musica, un’esperienza diversa.
Il modo in cui ascoltiamo cambia l’esperienza della musica.
Ti è mai capitato di ascoltare la stessa musica in momenti diversi e avere la sensazione che fosse quasi un’esperienza completamente nuova?
A volte ci sono musiche che conosciamo profondamente. Brani che abbiamo ascoltato centinaia di volte, che sappiamo riconoscere dalle prime note, che magari hanno accompagnato momenti importanti della nostra vita.
Altre volte, invece, la stessa musica arriva per caso mentre stiamo facendo altro, e rimane semplicemente sullo sfondo.
In momenti diversi, il modo in cui la viviamo può cambiare profondamente.
La stessa canzone può emozionare profondamente durante un concerto o associata a qualche ricordo significativo per noi. E può invece avere un significato diverso quando la cantiamo a squarciagola sotto la doccia. Oppure può darci sensazioni e impressioni diverse ancora quando la ascoltiamo in macchina, magari mentre siamo immersi nel traffico o nei nostri pensieri.
Forse hai notato anche tu queste differenze.
La musica è la stessa. Ciò che cambia è il nostro modo di entrare in relazione con essa.
Quando l’ascolto della musica diventa un’esperienza più ampia.
L’ascolto oltre ciò che sentiamo con le orecchie
Spesso infatti siamo abituati ad ascoltare la musica come qualcosa che arriva dall’esterno.
Un suono che arriva e che spesso accompagna le nostre giornate mentre continuiamo a fare altro. Può essere una compagnia di sottofondo. Magari perché ci piace la voce di un cantante o magari troviamo simpatico il ritmo e la vivacità del brano.
Ma l’ascolto può diventare anche un’esperienza più ampia, più viva, emozionale e sensoriale. Un’esperienza in cui non è coinvolto soltanto il senso dell’udito, ma anche il corpo, il respiro, le emozioni, le immagini interiori e il nostro modo di essere presenti in quel momento.
Si tratta di una possibilità di vivere la musica anche in una dimensione, sì, anche più coinvolgente.
Una delle vie per farlo è allenare un ascolto diverso, più presente e consapevole, attraverso pratiche esperienziali che coinvolgono il corpo, il respiro, le immagini interiori e il nostro modo di entrare in relazione con la musica.
Nel tempo è possibile sviluppare un modo più profondo di entrare in relazione con la musica e con ciò che essa muove dentro di noi. È un percorso di esperienza e di allenamento, in cui si può conoscere meglio anche il proprio modo di percepire.
Se vuoi iniziare a esplorare questa dimensione dell’ascolto, puoi scaricare gratuitamente la guida “Il corpo, come luogo di ascolto”.
Un percorso di Sentirsi Musica® per calarsi nella dimensione del corpo e aprire un dialogo con ciò che senti. Un primo passo per allenare l’ascolto, essere più presente in ciò che vivi e riconoscere nuove prospettive attraverso movimento, voce, musica e respiro.
Piccole azioni per ascoltare la musica in modo più presente
Oggi, qui, vorrei invece condividere anche delle semplici azioni pratiche da poter applicare fin da subito per ampliare la nostra esperienza di ascolto.
Se l’allenamento di un ascolto attivo e più coinvolgente richiede sperimentazione e allenamento nel tempo, ci sono invece alcuni piccoli gesti che possiamo mettere in atto fin da subito per prepararci ad ascoltare la musica in modo più INTENZIONALE.
Perché anche il modo in cui scegliamo di ascoltare, lo spazio che creiamo e la presenza che portiamo nell’esperienza possono trasformare, in modo molto personale per ognuno di noi, la qualità dell’esperienza di ascolto.
Sei passi
per ascoltare la musica in modo più presente ed intenzionale
Queste non sono indicazioni da seguire necessariamente in un ordine preciso e non esiste un modo unico o corretto per sperimentare.
Sono piccole dimensioni dell’ascolto che puoi esplorare con libertà, osservando cosa cambia nella tua esperienza e nel tuo modo di entrare in relazione con la musica.
Si tratta di piccole azioni che puoi sperimentare fin da subito e che possono aiutarti a creare uno spazio diverso di ascolto, portando maggiore presenza e intenzionalità nell’esperienza con la musica.
- Ti invito caldamente a NON ascoltare la musica direttamente dal cellulare
Ti invito a fare attenzione alla scelta degli apparecchi elettronici con cui riprodurre e ascoltare la musica. Non tutti gli strumenti infatti sono uguali e la qualità del suono può cambiare molto l’esperienza di ascolto
Se possibile, prova a non ascoltare la musica direttamente dal cellulare: non solo la qualità del suono è generalmente più bassa, ma un ascolto prolungato attraverso questo dispositivo può risultare più affaticante.
Per riprodurre la musica puoi utilizzare delle semplici casse bluetooth. Un impianto stereo oppure delle casse amplificate possono offrire un’esperienza ancora più ricca dal punto di vista sonoro.
Per quanto riguarda le cuffie, se hai la possibilità di scegliere, puoi sperimentare cosa cambia lasciando che la musica si muova liberamente nello spazio attorno a te e possa avvolgerti. Se invece non hai alternative puoi naturalmente utilizzarle. Molto meglio le cuffie, che riprodurre la musica direttamente dal cellulare.
2. Se puoi, trova una postura che sostenga l’ascolto
Puoi provare ad ascoltare la musica assumendo una posizione rilassata e che ti permetta di rimanere presente nell’esperienza.
Se vuoi, puoi sdraiarti in posizione supina (facendo attenzione a non partire per il mondo dei sogni!).
Se invece scegli di praticare l’ascolto in posizione seduta, puoi sperimentare una postura rilassate e autosostenuta:
- sedendosi nella parte più avanti della sedia, senza appoggiarsi completamente allo schienale;
- mantenendo i piedi ben appoggiati a terra;
- evitando di incurvare troppo la schiena o di lasciare la testa abbandonata verso il basso (aspetto molto importante);
- provando a la mandibola, magari cominciando dal provare a socchiudere appena le labbra (altro aspetto importante, ma ne parleremo meglio fra poco nella sezione dedicata al respiro);
- lasciando le mani rilassate sulle ginocchia (se ti senti a tuo agio, con il palmo rivolto verso l’alto).
L’obiettivo non è assumere una posizione perfetta, ma creare una condizione che permetta al corpo di essere presente e disponibile all’ascolto.
3. Se puoi, chiudi gli occhi
La vista può avere un ruolo molto importante nel modo in cui orientiamo la nostra attenzione e, proprio per questo, chiudere gli occhi può aiutarci a osservare cosa cambia nella nostra esperienza mantenendo uno “sguardo più interno”.
Puoi provare quindi, durante l’ascolto, a chiudere gli occhi e osservare cosa cambia nella tua esperienza.
Se hai difficoltà a mantenere gli occhi chiusi, è tutto ok. Si tratta di una situazione abbastanza comune. Puoi eventualmente aiutarti utilizzando una benda scura per coprire gli occhi. E iniziare da lì.
Durante l’ascolto, prova a osservare se nella tua mente possono apparire delle immagini, o dei colori. Lasciali emergere e fluire. Prova ad osservare anche le sensazioni che si muovono all’interno del corpo.
4. Se puoi, lascia che il respiro accompagni la musica
Il respiro può diventare un prezioso alleato nell’ascolto, perché può favorire una maggiore presenza, una maggiore capacità di percepire ciò che accade dentro di noi e migliorare la connessione con la musica.
Durante l’ascolto puoi quindi provare a osservare il modo in cui respiri:
- Il respiro è libero e ampio oppure più piccolo e trattenuto?
- La mandibola è rilassata oppure tende a essere contratta?
Se puoi, prova a socchiudere leggermente la bocca e iniziare a respirare insieme alla musica. Puoi immaginare che la musica possa muoversi nello spazio attorno a te e che tu possa “lasciar entrare la musica” la musica stessa attraverso l’inspiro.
Puoi scegliere se farlo attraverso il naso, attraverso la bocca o utilizzando entrambe le modalità. L’invito è semplicemente quello di lasciare che il respiro possa accompagnare la musica e osservare ciò che c’è.
Non esiste un modo “giusto” in assoluto. Esiste il modo che, in quel momento, è più adatto a te.
5. Se puoi, scegli e crea uno spazio di ascolto
Non è vero che gli ascolti più efficaci sono solo quelli che avvengono in un ambiente silenzioso e calmo.
Esistono infatti bellissime e profonde meditazioni sonore che possono essere praticate anche in mezzo al traffico cittadino e completamente circondate dai rumori.
Però per iniziare a prendere confidenza con questo tipo di ascolto, può essere utile trovare o creare un posto tranquillo in cui poterti dedicare questo momento.
Un ambiente più raccolto può aiutare a:
- a favorire la concentrazione;
- favorire l’aumento di un senso di protezione, intimità e sicurezza…e quindi favorire anche il rilassamento.
Non si tratta di creare una condizione perfetta, ma semplicemente di dedicare uno spazio e un tempo all’esperienza dell’ascolto.
6. Se puoi, muovi il corpo! (coinvolgendo e portando attenzione al respiro)
Se hai seguito queste indicazioni e non hai sentito alcuna sensazione all’interno del corpo, è tutto ok. Ogni esperienza e ogni percorso è molto personale. Tuttavia, se ti interessa provare ad allenare anche questa dimensione di ascolto, potrebbe essere molto utile coinvolgere il corpo nell’esperienza attraverso il movimento.
Può accadere in casa, in un momento dedicato all’ascolto, oppure anche durante una festa o un concerto.
Prova semplicemente a lasciare che il corpo risponda alla musica nel modo che sente più naturale in quel momento, senza cercare un movimento particolare o seguire una coreografia.
Aspetto molto importante:
Durante il momento di ballo libero, prova a mantenere la bocca leggermente socchiusa, permettendo al respiro di muoversi liberamente anche attraverso la bocca.
→ Dopo aver mosso il corpo, puoi eventualmente tornare a ripetere l’ascolto all’ascolto da posizione supina o posizione seduta e osservare cosa emerge e se qualcosa è cambiato.
Può accadere in casa, in un momento dedicato all’ascolto, oppure anche durante una festa o un concerto.
Prova semplicemente a lasciare che il corpo risponda alla musica nel modo che sente più naturale in quel momento, senza cercare un movimento particolare o seguire una coreografia.
COMINCIA DA QUI:
con quale musica iniziare?
La risposta più semplice e spontanea sarebbe:“Con la musica che più ti piace!”
E questa è sicuramente una possibilità.
Allo stesso tempo, mi sento di darti anche qualche indicazione preziosa in più.
→ Ti consiglio di iniziare scegliendo una musica solo strumentale (senza voce parlata o cantata). Alcune idee: colonne sonore, musica etnica, musica classica, musica new age, contemporanea…
→ Oppure potresti scegliere un brano in una lingua straniera in cui non comprendi ciò che viene detto.
Ogni musica si offre a diverse interpretazioni e può accompagnare esperienze differenti.
Esistono musiche rilassanti, energizzanti, commoventi… e un mondo veramente enorme e meraviglioso da esplorare.
Un mondo di cui purtroppo non è possibile parlarti qui in poche righe.
Lasciati quindi guidare dalla curiosità e dalla tua esperienza personale.
Lasciare spazio alla propria esperienza
Concediti il tempo di sperimentare, di fare esperienza. Entra in confidenza con il tuo mondo sensoriale un passo alla volta, giorno dopo giorno.
L’ascolto attivo e consapevole è un percorso di allenamento e scoperta.
Ogni volta che dedicherai del tempo alla musica potrà essere un momento diverso, perché anche tu sei diverso rispetto al giorno precedente. Potresti scoprire nuove sfumature, nuove sensazioni, nuovi modi di entrare in relazione con ciò che ascolti.
Se puoi, non avere fretta di arrivare a un risultato. Lasciati semplicemente il tempo di conoscere il tuo modo personale di vivere la musica.
Grazie per aver letto questo articolo, per il tempo e lo “spazio dentro” condiviso.
Io sono qui, incammino insieme a Te!
Serena🌻
RISORSE GRATUITE
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